la vita di giordano bruno
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Luigi Tansillo
Luigi Tansillo


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La madre Fraulissa

La famiglia materna

Fin dagli inizi del XVI secolo, l’intera casata Savolino, composta da nove “focolari” e quattordici famiglie, è registrata nel quartiere S. Paolo, fra i più belli e popolosi di Nola. Dai focatici è possibile ricavare la linea di discendenza dei parenti materni di Bruno. Scipione (1520) e Fraulissa, o Flaulissa (1522), erano i figli di Iannello Savolino e di sua moglie, Luna. Il nome della madre di Giordano, ancorché raro, non era, però, del tutto inusuale. Lo stesso Scipione, del resto, darà ai suoi figli dei nomi mitologici (Mercurio e Morgana), secondo un uso che era vivamente riprovato dalla Chiesa e che fu in seguito addirittura proibito. Fraulissa andò sposa, in data non precisata, a Giovanni Bruno, cui portò in dote la casa e un campicello.
Non si sa nulla della vita che, col marito costantemente lontano, Fraulissa dovette stentatamente condurre. Su di lei il figlio non ha lasciato ricordi o testimonianze di affetto. È presumibile che fosse lo zio materno a svolgere, nei confronti di Giordano, il ruolo di tutore. Molti parenti della famiglia Savolino sono citati nelle opere bruniane, a testimonianza di un’infanzia e di una fanciullezza trascorse in una sorta di famiglia patriarcale, il cui centro era evidentemente rappresentato da Scipione. Nelle sue opere, soprattutto italiane, Bruno ricorda sovente parenti, soprattutto, se non esclusivamente, del lato materno. Uno di loro è introdotto, come interlocutore, nello Spaccio della bestia trionfante. Nel Candelaio viene canzonato uno Scipione Savolino, per il suo modo buffo di confessarsi, presso il curato di S. Prima.





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