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Enrico IV
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Caterina de' Medici
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La biblioteca degli studenti tolosani

Una biblioteca umanista

Esaminare i testi della biblioteca degli studenti che, usciti dalla facoltà delle arti, si preparano a entrare nel noviziato dei gesuiti di Tolosa fra il 1574 e il 1578, significa poter conoscere gli autori e i manuali che costituiscono i denominatori comuni della cultura di una buona parte della classe dirigente del tempo.
Va sottolineata, innanzitutto, l’importanza conferita alla perfetta padronanza della lingua latina; accanto a un manuale tradizionale come il Dottrinale di Alexandre de Villedieu, troviamo soprattutto opere di umanisti, da Perotto a Despautère e Melantone, nonché quelle straordinarie novità che sono i dizionari: dal Dictionarium Puerorum di R. Estienne, agli Epitheta di Ravisius Textor, al Thesaurus Ciceronianus di M. Nizolio, al Calepino, tesoro lessicale delle lingue occidentali.
La pedagogia umanista, del resto, si fonda essenzialmente sull’usus, sulla pratica dei modelli, e ha inizio prevalentemente con i “colloqui”: ai Colloquia di Erasmo, all’Indice già da molti anni, i giovani tolosani preferiscono quelli di Mathurin Cordier, nonostante scritti da una penna calvinista. L’onnipresenza erasmiana, tuttavia, è tale da poter essere considerata il simbolo del modello umanista.
All’ambito delle humaniores litterae, inoltre, va ascritto l’interesse per l’eloquenza latina: dunque un’assidua frequentazione di Cicerone, ma anche di Quintiliano e della maggior parte dei poeti (Virgilio, Ovidio, Orazio). Naturalmente l’accesso alla licenza esige anche la conoscenza di un certo numero di materie per così dire “aristoteliche”: non c’è da stupirsi, dunque, se la Fisica, l’Organo e l’Etica, anche corredate da commenti, hanno nella biblioteca degli studenti tolosani un posto analogo a quello che accorda loro nella sua, verso il 1541-42, un savoiardo diciassettenne, Philippe de Pingon, allora studente a Parigi.





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